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  • Leonardo Pastorello

Scusa se non sono abbastanza. Le proposte di Raffaele Mirelli

Dopo l'esperienza di dottorato a Friburgo, Raffaele Mirelli, torna nella sua Itaca, ossia Ischia, per intraprendere un percorso ambizioso che richiede un gran coraggio: filosofare con la comunità. Il suo impegno si concretizza nelle proposte di nuovi metodi di insegnamento, in cui la lotta al proprio Ego è fondamentale. Non è casuale che le pagine di Scusa se non sono abbastanza. Storia e pratica filosofica portatile - pubblicato per Castelvecchi - ci portano in un mondo che abbiamo dimenticato: l'agorà.





Il libro propone di portare la piazza nelle aule scolastiche, in cui si propongono dei temi di carattere universale che vanno discussi nel rispetto reciproco. In questo mondo globalizzato, la filosofia ha un compito ben preciso: rendersi un'etica delle diversità.


La necessità di un nichilismo propositivo

Nell'attuale società fluida, il concetto di identità, intesa nel senso determinista del termine, sembra essere ingannevole o impensabile. Il mondo accademico, spesso, parla nichilismo attivo come l'immagine del mondo contemporaneo. La precarietà del lavoro e dei legami sociali, a volte, ci fa sentire senza futuro.


Raffaele Mirelli propone un ''ricordo al futuro'', sottolineando che il nichilismo è un importante strumento della conoscenza, ma non può essere permanente. Il bisogno di costruire nuovi ordini di senso è fondamentale. Come? Studiando, studiandoci, parlandoci, indipendentemente dall'età, dalla professione e dal proprio vissuto.


I giovani hanno bisogno di parlare di sé

Gli incontri svolti con i bimbi di quarta, quinta elementare e prima media, hanno dato forma a una raccolta di aforismi che sono la traduzione della propria presenza nel mondo. Questa pratica non ci si esercita solo nel dialogo a voce, ma anche in quello scritto.


L'esercizio della scrittura risulta essere un importante per apprendersi, per conoscersi in profondità:

''I nostri giovani sono i figli del nulla, sono la generazione del nulla e questo nulla, a differenza di quello che pensano gli intellettuali costituiti, è solo un bene, un punto di relazione neutro da cui loro possono partire per creare quella società che noi, in questi anni, abbiamo sgretolato, frantumato per servire i nostri bisogni materiali.''

In conclusione, potremmo parafrasare l'invito dell'autore di riflettere nel senso più ampio sul concetto di essere. Tra l'essere e il fare dev'esserci una frontiera, uno scambio reciproco; solo in questo modo la filosofia si rende eudaimonia, ossia piena realizzazione della propria essenza. La filosofia andrebbe insegnata ovunque, perché è occasione preziosa di autoanalisi.


''La filosofia è greca nell'essenza e greca deve rimanere, nel presente e nel futuro'', suggerisce l'autore. Questo invito, non può non essere ascoltato. Vi aspettiamo domenica 23 maggio, alle 19:00, per dialogare insieme con l'autore. Iscrivetevi al nostro canale!


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