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Salvatore La Carrubba: un internista che ama ascoltare il paziente

“La natura ci ha dato due orecchie ma una sola lingua, per la ragione che siamo tenuti più ad ascoltare che a parlare”. Plutarco, L'arte di saper ascoltare.


Salvatore La Carrubba, medico internista dell'Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Villa Sofia-Cervello e ricercatore, ospite del Festival Nottoliano sulla salute di giorno 7 aprile, alle ore 11:00, in diretta Facebook e Youtube, è figlio di un internista venuto a mancare in giovane età. La perdita del padre - avvenuta quando Salvatore aveva 13 anni - lo ha avvicinato al mondo sanitario: il dottore La Carrubba, dopo aver conseguito la laurea a Roma, è tornato in Sicilia, seguendo le orme del padre, cercando di dare un contributo concreto alla sua terra natia.





Essere in salute e libertà


Lo stato di salute non implica necessariamente la mancanza di malattia, perché, il concetto di salute è molto più esteso, coinvolge aspetti personali e psicologici. Per Salvatore, ''il principale aspetto da considerare è la libertà in termini generali, intesa nella libertà di muoversi, di fare quello che si vuole e di non dipendere da nessuno''.


Per tale ragione, quello che manca alla scienza oggi è uno studio approfondito sull'anima, di quel dominio che trascende la materialità. In questa zona d'ombra del sapere, interviene la filosofia:


"Abbiamo però tanti indizi. Uno, ad esempio, è il racconto di coloro che hanno vissuto l’esperienza della cosiddetta pre-morte, che stranamente è raccontata in maniera identica indipendentemente dalle influenze culturali o sociali o religiose. Ritornando alla espressione di Spinoza, non esiste alcun dubbio che qualcosa di trascendentale ha influenza e che la mente, a mio avviso, sia il mediatore con il corpo".




Medicina e complottismo


La progressiva perdita di fiducia nella medicina è stata promossa dai media che hanno trattato della malasanità, ma occorre anche che il mondo medico si faccia un esame di coscienza, soprattutto se si parla del rapporto medico-paziente. Si da sempre meno spazio all'ascolto dei pazienti, per via dei tempi ridotti delle visite e della diagnostica strumentale. L’ascolto del paziente aiuterebbe a formulare una corretta diagnosi, promuovendo un senso di fiducia verso il medico.


Paradossalmente, per via di queste mancanze, avviene che pratiche ai limiti della legalità ottengono successo, perché accade che gli operatori coinvolgono le persone in terapie improponibili. E non è casuale che certi complottismi siano in costante aumento, alimentati anche da politici in cerca di consenso elettorale per mezzo di fake news accattivanti per soggetti culturalmente più fragili.



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