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Quando mi snobbano per il mio amore per la Filosofia

Aggiornamento: 10 dic 2020

Si tratta di uno dei film più vecchi del mondo: vai in discoteca o in un concerto, attacchi bottone con qualcuno che ti chiede cosa studi; tu rispondi, con un po' di imbarazzo, che sei

uno studioso di Filosofia. Ecco: chi hai di fronte ti risponde con un ''Ma vaffanculo!'' o con uno sguardo e un'espressione del viso che ti comunica un senso di compassione, come se lo studente di Filosofia avesse bisogno necessariamente di una cura mentale, perché è talmente preso dai suoi discorsi fatti di ''cose inutili'' e ''noiose'' che potrebbero rovinare la serata, la cena con gli amici, l'aperitivo, la festa di compleanno o di laurea.

In una società in cui i pregiudizi sono imperanti, spesso è difficile trovare una dimensione in cui ti senti veramente a casa. Parecchie volte mi è capitato di mentire ai miei interlocutori, dicendo loro che mi occupassi di marketing o management internazionale. Ora vi starete sicuramente chiedendo: riuscivi a recitare la parte? Mi dispiace deludervi, ma no! Vi posso assicurare che ci sono molti filosofi che riescono a far ridere, a sapersi divertire, a rimorchiare - perché riusciamo, quando lo vogliamo, ad essere molto attraenti -, nonostante le nostre gobbe leopardiane, le nostre barbe spesso poco curate o - in alcuni casi - i nostri vestiti riciclati che non sono più di moda.


Se vi sentite soli, non rifugiatevi, come ho fatto io per 3 anni della mia vita, isolandomi, ma amatevi, siate orgogliosi del percorso che avete scelto, facendo attenzione però agli autori che studiate. Cartesio e Nietzsche - quest'ultimo per me un grandissimo autore - sono arrivati a rovinare la mia salute mentale.

Dunque, in conclusione vi scrivo e vi saluto con un piccolo - grande - consiglio: prendetevi cura di voi, filosofando sempre, ma con la dovuta attenzione e moderazione!

Leonardo Pastorello

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