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  • Leonardo Pastorello

Le corsie della vita: un esercizio alla vita e alla morte di Mario Rizzo

''Coloro i quali filosofano dirittamente si esercitano a morire, e che la morte è per loro cosa assai meno paurosa che chiunque altro degli uomini'', diceva il Socrate del Fedone di Platone, in cella, nell'attesa di essere giustiziato con la cicuta.



L'arte del filosofare la può praticare anche un medico come Mario Rizzo, internista dell'ospedale Umberto I di Enna - ospite del Festival Nottoliano sulla salute, in diretta Facebook e Youtube, giorno 7 aprile, alle ore 11:00 -, autore de Le corsie della vita, pubblicato per Maurizio Vetri Editore.



Il libro ''dà una conoscenza accelerata delle avversità della vita e una consapevolezza anticipata della morte'' e non è casuale che i temi etici che emergono sono tanti. Un medico in corsia è protagonista di importanti missioni, che non consistono soltanto nel debellare un sintomo, ma anche nell'entrare in un contatto intimo con la sensibilità dei propri pazienti, spaventati dal mancato silenzio degli organi e coinvolti in tempeste emotive che condizionano la vita biologica.



"Signora, perché si è ricoverata?"
"Debolezza."
"Fuma? Beve?"
"Non fumo, ma bevo."
"Vino?"
"No..."
"Superalcolici?"
"Sì, quelli che regalano ai miei figli, che sono due baristi. Il proprietario del bar ritarda nei pagamenti, per via di un'altra attività che ha preso in gestione. Per farli stare buoni, gli regala pizze, cannoli, arancine, stock 84, Vecchia Romagna, Cynar, Cognac e... vodka. Questa, inizialmente, non mi piaceva, ma poi ho cominciato ad apprezzarla e adesso mi aiuta a tirarmi su."

Mario Rizzo, trovatosi ricoverato nell'ospedale in cui lavora per via della sua positività al Covid, osserva l'ambiente che lo circonda con una prospettiva diversa, che è quella del paziente, segregato nella stanza di degenza, soffrendo anche per il compagno di stanza che non ce l'ha fatta.

L'eredità di questa esperienza? Una rivalutazione della vita che dovremmo attuare costantemente nella nostra quotidianità, facendo attenzione anche a informarci con le fonti autorevoli.


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