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La salute per Martina Cumbo: danzare, pensare, educarsi

"Potrei credere solo a un dio che sapesse danzare. [...] Ho imparato a volare: da quel momento non voglio più essere urtato per smuovermi. Adesso sono lieve, adesso io volo, adesso vedo al di sotto di me, adesso è un dio a danzare, se io danzo.“

F. Nietzsche, Così parlò Zarathustra, 1883


Martina Cumbo - danzatrice freelance appartenente alle crew FAAMELYKHA e FRESH MOD e docente di danza, ospite del Festival Nottoliano sulla salute di giorno 7 aprile, alle ore 13:00, in diretta Facebook e Youtube - ha iniziato a danzare all'età di 6 anni. Le sue due sorelle maggiori - danzatrici già da diversi anni - l'hanno ispirata nell'intraprendere questo lungo percorso, nonostante la timidezza che la contraddistingueva.


Martina pensava che la danza l'avrebbe aiutata ad esprimersi meglio attraverso la poesia del corpo: il movimento e la musica magicamente toccavano in lei corde molto intime e profonde. In questa intimità, Martina cominciava a sognare, plasmando l'aria con i suoi movimenti.



Il corpo e il movimento


Il movimento, per Martina, è dialogo tra corpo, mente e spirito:

"Spesso, la mia ricerca parte da un'emozione, da una sensazione o semplicemente dalla musica. Il mio corpo entra nel flusso di movimento portandomi verso nuove creazioni. Accade che il pensiero accende una lampadina, quasi come un'illuminazione improvvisa che ti fa venire voglia di sperimentare delle novità: nuovi concetti di movimento, nuove idee, nuove emozioni e così via. Tutto procede con un effetto domino."

Indubbiamente, vi è anche la parte più metodica e di disciplina, in cui bisogna concentrarsi sulle posture, sulla tecnica, per esercitare l'intelligenza motoria. In questo modo analizziamo il nostro corpo per riuscire a comprenderlo e a valorizzarlo al massimo.


Danza e salute


Martina eredita dalla danza effetti benefici fisici e mentali. Danzando, ha superato molti limiti fisici, aumentando coordinazione e agilità, migliorando la postura e la mobilità articolare. La danza riserva la migliore produzione di endorfine, la stimolazione della frequenza cardiaca, del metabolismo e della circolazione sanguigna. In altri termini, la danza è un ottimo farmaco naturale.


A livello socio-emotivo:


"La danza mi ha dato molta più capacità introspettiva e di analisi, mi ha aiutata a smussare parti caratteriali complesse e mi ha resa più capace di socializzare e ascoltare. Ciò ha contribuito a far sì che io potessi sentirmi più a mio agio con me stessa e con gli altri, trovando un giusto equilibrio."

Martina e Spinoza


Come abbiamo visto nei precedenti articoli, Spinoza si riferiva ad opere artistiche di vario genere per avvalorare la sua tesi sulle potenzialità del corpo umano. Martina, commenta il celebre passo dell'Ethica spinoziana, affermando:



Ph. by Nasty Den

"Non c'è nulla di più forte del potere della mente se guidato dalla consapevolezza. Nella vita di tutti i giorni, così come nell'arte, la mente gioca un ruolo fondamentale, perché alimenta quello che può essere un banale pensiero trasformandolo in azione-creazione. Pensando alla mia vita, mi vengono in mente persone straordinarie che ho conosciuto: artist* che mi hanno ispirato con la loro determinazione e le loro idee rivoluzionarie; persone che dal nulla hanno saputo dare forma ai loro sogni; atlet* che hanno superato ogni limite, trasformandolo in punto di forza, per poi arrivare con passione a traguardi esemplari. Questo, per me, è il Potere, e di certo, se abbiamo visto tante cose straordinarie, la mente ha un grande merito."

La danza, come la salute, è un diritto


Martina, oltre ad essere una danzatrice premiata in Italia e all'estero, è anche sensibile riguardo agli effetti delle discriminazioni di ogni genere:


Ph. by Marco Prati

"Penso che tanta gente sia stata discriminata anche negli ambiti artistici, me compresa, e credo che il problema risieda nel contesto e nei suoi fruitori. Purtroppo, siamo ancora schiavi di stereotipi e atti discriminatori che col tempo abbiamo integrato, arrivando ad identificarci con essi. L'arte ti dà voce e questo è un presupposto bellissimo ma anche pericoloso, perché è molto difficile non cadere nelle insidie negative che la società ci pone. Credo che la cosa migliore da fare, sia per l'artista che per chi ne beneficia, sia di interrogarsi sempre. È importante andare più a fondo sui messaggi dati e ricevuti e sicuramente resta fondamentale educarsi per migliorare prima personalmente e poi per rendere visibili gli stereotipi negativi che ci circondano."


Per il bene della nostra salute, dunque, è fondamentale partire da una crescita personale per arrivare ad un cambiamento sociale concreto, perché ognuno di noi è parte integrante della società in cui bisogna essere responsabili di ciò che ci accade.

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