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La mondanità conduce al peccato? Un commento all'Angelus di Papa Francesco

Domenica scorsa – 6 dicembre 2020 – Jorge Bergoglio ha esortato i fedeli a distaccarsi dalla mondanità, invitandoli a quel processo di “conversione per il perdono dei peccati’’. La “mondanità” di cui parla Francesco non è altro che la comodità e la ricchezza, ma anche “l’incostanza, lo scoraggiamento, la malizia, gli ambienti nocivi, i cattivi esempi”. Tuttavia, sorge una domanda: cos’è il peccato? Proviamo a tracciare insieme un’analisi ontologica su questo concetto.




In primo luogo, per quanto riguarda il punto di vista prettamente cristiano, sappiamo che, nel libro della Genesi, Adamo ed Eva si rendono progenitori dell’umanità compiendo un’offesa – ossia un peccato – ai danni di Dio. Inoltre, Il Vangelo di Matteo (Cap. 5, vv 27-30) definisce il peccato nei termini di ‘’salvezza dell’intera persona ha più valore della conservazione di una qualunque delle sue parti che possono condurre al peccato”. In secondo luogo, considerando il concetto di “peccato” in termini letterari e mondani, sappiamo che questo deriva dal latino peccus, che è un derivato di pes-pedis, ossia “piede”. Questa etimologia è curiosa, poiché è come se l’essere umano calpestasse con il proprio piede – simbolo del peccato – la sua dignità. Ricordiamo che Sant’Agostino concepiva il peccato in quanto condizione corrotta, che è caratterizzante del peccato originale - di cui parlava Paolo di Tarso - che si eredita da un atto sessuale. Schopenhauer, invece, intende la religione come un’illusione che ripara l’uomo dalle sofferenze: tutte le filosofie e le dottrine religiose sono considerate false e chimeriche. L’essere umano ha ricevuto il peccato, ma perché prima di esso non ha conosciuto la compassione? Gli è stato dato un assaggio del male ma non del bene? E se alla base del peccato ci fosse la compassione?


Inoltre, una seconda perplessità verte sulla concezione del peccato originale: se non ci fosse la ‘’tentazione’’, che in termini mondani potremmo tradurre come una tendenza all’errore, come sarebbe possibile la conoscenza? Come si può conoscere senza la mondanità? La religione, per elaborare una dottrina, non deve abbracciare la mondanità? Sarebbe utile saperne di più prendendo in considerazione una tesi poco "ortodossa" di un teologo, Vito Mancuso, che nega la storicità del peccato originale e afferma che la figura del serpente non è altro che l'immagine della vita, ossia della nietzscheana "volontà di potenza".

Se mangiare il frutto dell'albero della conoscenza non è il peccato originale, ma lo è invece la condizione in cui nasce ogni essere umano, si può parlare di stato di impurità iniziale dell'uomo?


Il cristianesimo parla di “bene” e “male” introducendo nella storia dell’umanità la responsabilità morale. Questo è il peccato: la colpa riconosciuta di fronte a Dio e pertanto perdonata. Nella dimensione del sacro, solo un rito di purificazione può lavare via la colpa, ma non si tratta certo di etica nel senso di libertà individuale. Il monoteismo biblico rappresenta da sempre la più fiera opposizione al sacro a motivo della fede in una divinità assolutamente trascendente. Infatti, se la natura fosse sacra, l’uomo andrebbe incontro ad un costante bisogno di purificazione e non è questo che insegna il cristianesimo: ciò che esce dal cuore dell’uomo è male, non ciò che entra nel suo corpo. Søren Kierkegaard acutamente affermava che il peccato è il consenso dello spirito. Semmai, la dimensione propria del monoteismo ebraico e cristiano è il “santo”: solo Dio è santo e fornisce un modello di comportamento.


Paradossalmente, i difensori dell’ateismo scientista si fanno sovente portavoce di una difesa della tecnica che assume i toni di una devozione di stampo sacrale. In un senso più specifico, anche se può apparire provocatorio, si potrebbe individuare nel cristianesimo l’autentica radice della secolarizzazione, mentre la fede positivista nel progresso capitalista è, al contrario, la massima espressione odierna del sacro.


Marco Serra

Claudia Granato

Leonardo Pastorello


Fonti sitografiche: - http://www.vatican.va/content/francesco/it/angelus/2020/documents/papa-francesco_angelus_20201206.html - http://temi.repubblica.it/micromega-online/peccato-originale-un-problema-umano-troppo-umano/#:~:text=Per%20Agostino%20il%20peccato%20originale,conseguenza%2C%20la%20pena%20della%20concupiscenza.&text=La%20pena%20del%20peccato%20originale,retaggio%20pressoch%C3%A9%20impossibile%20da%20dominare.

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