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  • Leonardo Pastorello

L'alternanza scuola-lavoro promuove cultura?

Il primo comma del nono articolo della Costituzione afferma:


La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica.

Il nostro Stato viene concepito come Stato di cultura, in quanto garante dello sviluppo culturale dei suoi cittadini, che comprende anche il libero sviluppo dell'istruzione. Potremmo affermare che, in linea teorica, i principi costituzionali dovrebbero limitare il classismo, inteso come realizzazione di un sistema scolastico - e anche universitario - accessibile solo per chi vive una vita dignitosa da un punto di vista prettamente economico. Non è casuale che l'articolo 34 della Costituzione afferma:

La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

Tuttavia, sorge un dubbio: la scuola dell'autonomia organizzativa e finanziaria, dell'alternanza scuola - lavoro e della sua aziendalizzazione ha realmente debellato il fenomeno della dispersione scolastica? Questo è un interrogativo che riflette sul concetto di autonomia in sé - promosso nel mondo scolastico dalla Legge Bassanini con il D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275, che attua un vero e proprio federalismo territoriale - potenziata dalle riforme di Moratti, Gelmini e del Governo Renzi - la nota Buona Scuola -.



Questo insieme di riforme ha potenziato un altro aspetto della Pubblica Istruzione: l'alternanza scuola - lavoro. Il sistema scolastico italiano deve formare alle professioni; le scuole devono aprire le porte alle aziende, alle cooperative, agli enti locali, a tutte quelle realtà in cui le studentesse e gli studenti possono mettere in pratica le proprie conoscenze teoriche al fine di formarsi professionalmente.


Ma un altro dubbio è: se la scuola è palestra dello spirito critico, del pensiero puro, dell'educazione ai sentimenti e della cittadinanza, come può l'alternanza scuola - lavoro potenziare le conoscenze di natura umanistica? Se negli anni costellati dalle riforme la scuola ha aperto le porte ai figli degli operai e dei contadini, facendo in modo che questi ultimi non fossero costretti a lavorare senza dedicarsi allo studio, per quale ragione oggi accade l'esatto contrario?


Queste domande - e non solo - saranno poste durante l'incontro di martedì prossimo, con la preziosa compagnia della dottoressa Alessia Macagno, psicologa e dottore di ricerca dell'Università di Torino. Vi aspettiamo in diretta Facebook e Youtube sui nostri canali.

Leonardo Pastorello


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