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  • Leonardo Pastorello

Buon 2 giugno da Talete di Mileto

Aggiornamento: 6 giu

Come ricorda Giovanni Reale nel suo saggio introduttivo all’edizione del volume I Presocratici di Diels e Kranz del 2020, Edmund Husserl (1859-1938), in una conferenza del 1935 svolta a Vienna, si espresse in merito al concetto di <<Europa>>, il quale, secondo il suo parere, nasce con la filosofia greca. Quest’ultima, con la democrazia e il teatro, è ancora oggi una delle più grandi eredità del genio ellenico.


Husserl inquadrò il VII e il VI secolo a. C. in quanto periodi storici segnati da un atteggiamento innovativo da parte degli esseri umani: in questi secoli, si avvia l’indagine rivolta al mondo circostante, una modalità di osservare e interpretare gli elementi della natura in una prospettiva di natura ‘’spirituale’’. In altri termini, per Husserl, la filosofia, all’epoca dei Presocratici, rappresenta un atteggiamento spirituale nei confronti dell’ambiente, grazie al quale ‘’l’uomo entra in una continua trasformazione’’.


L’idea di ‘’trasformazione’’ rievoca inevitabilmente quella di ‘’dinamismo’’, un processo che ‘’avviene fin dall’inizio della comunicazione. […] Cresce così un nuovo modo di accomunamento e una nuova forma di comunità duratura’’. All’interno di questa comunità, sarebbe possibile l’infinita produzione di idee che coinvolgono ogni singolo individuo, nessuno escluso. Per questa ragione, il senso del termine <<filosofia>> è già creato dai Presocratici, ossia da quella categoria di pensatori che per Aristotele – come lo espresse nella sua Metafisica – sono i primi capaci di argomentare sulla physis, ossia sulla ‘’natura’’.


Rafforzando questa posizione, il noto Giovanni Reale (1931-2014) ci ricorda che il primo filosofo è Talete di Mileto, il quale ‘’non ha fatto uso del termine <<principio>>, ma ne ha creato il concetto, iniziando la tradizione della filosofia della natura’’. Per Talete, l’acqua è l’origine di tutto, ciò che fa essere tutto e ciò in cui tutto si risolve.


Questi punti sopradescritti – in forma molto sintetica – sono fondamentali per spiegare come la scienza greca abbia subito l’influenza della scienza egizia, ma le forme di teorizzazione e di problematizzazione di carattere matematico e geometrico – i quali si rivelano ancora oggi importanti spunti di riflessione di carattere etico - in modo speculativo - ossia teorico - sono propri della cultura greca, come Talete, ad esempio, ci dimostra con i frammenti di cui oggi disponiamo:


1.Garanzia porta sventura. 2. Ricordati degli amici, presenti e assenti. 3. Non adornare il tuo aspetto esteriore, ma sii bello negli atti. 4. Non arricchirti malamente. […] 12. L’intemperanza è una cosa dannosa. 13 Cosa grave è l’ignoranza. 14. Cerca di imparare e di insegnare il meglio. 15 Non essere pigro, neppure se sei ricco. 16. I mali, nascondili in casa. 17. Fatti invidiare, piuttosto che commiserare. 18. Sii moderato. 19. Non credere a tutti. 20. Se sei al governo, dirigi te stesso.

Queste massime di Talete dovrebbero ricordarci quanto sia importante perseverare nel mantenere illesi i principi fondamentali della nostra Costituzione repubblicana, oggi sempre più indispensabili per il quieto vivere in una società globalizzata, in cui è sempre più difficile trovare un'armonia fra le differenze culturali, sia in termini sociali, sia - e soprattutto - in termini politici.


I Presocratici, pur non essendo considerati dalla critica come i progenitori della filosofia morale, presentano già delle riflessioni etiche di notevole spessore, le quali, in una prospettiva globale, avendo a cuore la filosofia della natura, sono ancora oggi di fondamentale importanza, al fine di tutelare l'ambiente che ci circonda, esseri umani compresi, specialmente in epoche belliche e pandemiche, per il bene della pace, dell'educazione, della salute... dell'umanità e di tutte le specie viventi. _______ 1) DIELS - KRANZ, I Presocratici, trad. it. a cura di G. Reale, nuova ed., Lavis (TN) 2020, p. 139

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