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2001: Odissea nello spazio. Rotta verso Giove e oltre noi stessi

Aggiornamento: 4 dic 2020

Il viaggio tra le stelle è un soggetto che da sempre affascina l'uomo. Sia la cellulosa che la celluloide sono infatti infestate da opere che parlano di viaggi interplanetari verso le frontiere dell'ignoto. In particolare "2001: Odissea nello spazio" (regia di Stanley Kubrick , 1968) ha rappresentato questo tema in modo del tutto originale per l'epoca, ponendosi come nuovo punto di partenza per tutte le opere di fantascienza successive, sia per messa in scena che per la moltitudine di altre tematiche che affronta. Procediamo dunque con la disamina.


L'aurora dell'uomo: dal primo attrezzo al primo conflitto


Il film si apre con un gruppo di primati alle prese col cibo e la ricerca di fonti d'acqua, condividendo il territorio con una tribù di altri uomini-scimmia non esattamente amichevoli. Ad un tratto compare l'ormai celebre monolite, su cui torneremo in seguito, e qui l'umanità fa il suo primo passo in avanti dal punto di vista tecnologico. Utilizzando un massiccio osso d'animale, il branco sarà così in grado di cacciare gli altri animali, procurandosi del cibo. Ma questo primordiale arnese è anche l'arma usata nel primo conflitto, verrà infatti anche utilizzato per uccidere e scacciare la banda di ominidi rivali dalla pozza d'acqua. Quindi la tecnica ci viene mostrata in entrambe le sue funzioni:  sia come sussidio necessario per la sopravvivenza sia come strumento di dominio e sottomissione verso il prossimo. Successivamente, con un colossale jump-cut, l'osso viene lanciato in aria sulle note dell'introduzione dello Zarathustra di R.G. Strauss (op.30) e viene sovrapposto all'immagine di una stazione spaziale in orbita.

Nietzsche in 2001


La scelta di Als Zarathustra Sprach non è del tutto casuale. Una delle più accreditate chiavi di lettura è infatti quella che pone al centro il pensiero di F. Nietzsche, grande amico di Strauss ed autore dell'omonima opera filosofica. Infatti, l'oltreuomo teorizzato dal filosofo tedesco è il leitmotiv di questa interpretazione. L'oltreumamesimo; in cui l'umanità si eleva al di sopra della morale e si libera dai vincoli  umani troppo umani in realtà creati da lei stessa e procede senza calpestare gli altri, in questa pellicola viene metaforizzata del viaggio oltre i confini del pianeta di origine. Quindi qui l'Odissea non è un disperato ritorno a Itaca, un'isola in cui dimorano vincoli morali imposti dalla religione e dal costume, ma un costante innalzarsi, oltrepassando le frontiere dello spazio conosciuto. Lo stesso monolite, precedentemente citato, in questa prospettiva potrebbe rappresentare la volontà di potenza che contraddistingue l'agire dell' Übermensch. Ma per per questa lastra di pietra nera, come direbbe Nietzsche stesso "non ci sono fatti, ma solo supposizioni". Molto più chiaro il riferimento all'eterno ritorno nella sequenza finale del film, in cui il nostro protagonista viene mostrato nelle vari fasi della sua vita fino all'anzianità, per poi chiudere la sequenza con un feto avvolto nel suo sacco amniotico. Ogni singolo momento viene rivissuto, ogni gioia ed ogni dolore, in un costante sì alla vita.

HAL 9000: la complessita di un' IA


Il computer di bordo HAL 9000 -soprannominato Hal dall'equipaggio - è l'unico vero antagonista dell'opera. La macchina è incaricata di supervisionare l'intera astronave Discovery 1 ed è a capo della supervisione della missione di cui è incaricato l'equipaggio. Per un suo errore di calcolo il personale della Discovery deciderà di disabilitarlo, portando Hal a difendersi, cercando di uccidere i passeggeri della nave. Ciò rende l'intelligenza artificiale estremamente umana dal punto di vista emotivo; essa infatti ha coscienza di sé e prova paura per il suo spegnimento, mostrando nelle sue reazioni un vero e proprio istinto di sopravvivenza. Espone in oltre sentimenti come orgoglio, è perfettamente capace di interfacciarsi agli umani tramite il loro linguaggio e pare voler negare ad ogni costo di aver commesso un errore di calcolo.


L'eredità di 2001


Questa pellicola rappresenta come già detto una pietra miliare per il cinema di fantascienza. Non solo per le tematiche affrontate ma anche per l'influenza che ha avuto dal punto di vista visivo per tutte le opere di questo genere venute successivamente. Per l'armonia tra immagini e suono (indimenticabile la sequenza di inquadrature accompagnate dal Danubio Blu di J. Strauss),  per gli effetti speciali analogici ancora oggi strabilianti e per l'incredibile lavoro di design, "2001: Odissea nello Spazio" rimarrà uno dei film che ha segnato la storia del cinema, come molti altri film di Kubrick.


Uriel P. Tiogeneitt

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